5 commenti su “In Autunno, 1883

  1. alberto lipparini ha detto:

    Il sito è bellissimo: se ci riesco do un contributo. Dalla Rotonda, cioè il punto di via San Barnaba più distante, al Duomo ci sono circa 750 metri. Ma nel dipinto esso, almeno a me, appare assai più lontano, diciamo un paio di chilometri abbondanti. Sbaglio?
    Carcano aveva una casa negli ex Corpi Santi? In tal caso però si dovrebbe vedere qualcosa dei Bastioni. Andrei volentieri a vederlo dal vivo: dov’è la collezione del TCI, nella loro sede?
    Grazie dell’attenzione
    Alberto Lipparini

  2. Gentile Signor Lipparini,
    grazie per il suo messaggio. La ringrazio per i suoi complimenti. Da qualche tempo non sto aggiornando il sito per impegni di vario genere, ma presto metterà altro materiale. Per quanto riguarda “In autunno” io credo che lei abbia ragione, il Duomo è molto più lontano, quindi potrebbe essere stato preso da un altro luogo. Carcano abitava vicino a via Vivaio, puà darsi che sia stato preso da lì. Devo verificare dove viveva nel 1883, perché ha cambiato spesso residenza. Per vedere il quadro dal vivo la possibilità c’era ieri! Può leggere a questo link: http://www.bandierearancioni.it/news/dettaglio/1113/tci/Porte-Aperte-al-Touring-Domenica-17
    Penso però che sia possibile fare richiesta di vedere il quadro anche in altro momenti. La ringrazio ancora e la invito a visitare anche l’altro mio blog dedicato al Verbano Cusio Ossola:
    http://archiviodelverbanocusioossola.com/
    Cordiali saluti. Paola Vozza

    • alberto lipparini ha detto:

      Grazie, cara Paola. E anche: che incredibile coincidenza! Mi viene da pensare che io debba vedere il quadro a tutti i costi. Ad ogni modo il sito è bellissimo davvero, non così per dire. I siti, per dire meglio: m’imbatto nell’Archivio del Verbano parecchie volte, alla ricerca di documenti, soprattutto visivi, che possano aiutarmi nella scrittura dei testi che sto lentamente pubblicando sul mio quasi neonato blog “Milano e le acque nascoste”, che vuol essere una ricerca di quanto sulla città vi è di oggettivamente celato, e comunque di utile per capire Milano nella sua realtà storica e spaziale al di fuori delle “idee ricevute”. E, in questo quadro, un contributo alla riapertura del Naviglio urbano, della quale sono da almeno trent’anni un acceso sostenitore.
      Mi sembra notevole che per cercare informazioni sulla città si possa ricorrere spesso a un Archivio che nel suo nome si riferisce a una realtà alquanto distante dal capoluogo, trattata comunque in un modo che molti altri siti dovrebbero provarsi a imitare.
      Ma il sito carcaniano, pur con qualche esitazione nell’aggirarmi nelle sue suddivisioni, quando l’ho scoperto mi ha entusiamato, per la ricchezza, la molteplicità, l’intreccio. Secondo me è uno dei pochi che corrisponde al concetto medievale di “portolano”, di uno strumento cioè che permette di andare agevolemente in luoghi diversi non obbligandoti a seguire una rotta fissata. Una logica “a rete” che precorre Internet di secoli…
      Ma per non apparire un adulatore vorrei anche lamentarmi dell’assenza del dipinto sul Naviglio in via Senato, pur tanto noto in città (magari senza indicarne l’autore!), e che sto per citare in un post originato da un quadro non meno bello e vivo, “Il Naviglio in via San Marco”, che però appare molto poco in Rete e malamente (o erroneamente) inquadrato, forse perchè dell’autore, Giovanni Segantini, si ha un’idea circoscritta alla fase centrale, montana, della sua produzione, con poco spazio per quella simbolistica e quasi nessuno per quella iniziale.
      Per concludere, vorrei dire del piacere che dà la presenza del femminile nel sito, da Annetta ai soggetti innominati dei quadri di Filippo, e la deliziosa capacità di scavare in un passato ritratto in modo così umano, così “presente”, dall’autore la cui sola colpa è quella di essere vissuto a cavallo di epoche che ingordamente, ciascuna per sé, monopolizzano l’attenzione di chi osserva.
      Ringrazio ancora per il tempo dedicatomi.
      Alberto Lipparini

      • Grazie per i complimenti, ne sono onorata, soprattutto perché io due blog li ho fatti io, senza alcuna spesa e con passione. Quello sul Verbano ha molti legami con Milano perché i tanti personaggi che lo hanno visitati erano milanesi e così anche i pittori. Poi come ben sai il Lago è sempre stato collegato a Milano per le vie del marmo.
        Il sito di Carcano è un work in progress, dovrebbe contenere tutti i suoi dipinti, ma trattati in maniera divulgativa e non accademica. Quindi presto metterò anche il quadro del Naviglio di via Senato e altri che rappresentano i Navigli. Conosco bene anche il quadro di Segantini, molto bello e con una “inquadratura” quasi fotografica. I colori sono strepitosi. Molto bello il tuo progetto della Milano nascosta, ti consiglio wordpress come piattaforma, secondo me è quella che funziona meglio. Per quanto riguarda il ripristino dei Navigli sarebbe bellissimo e quindi… non lo faranno! Impera la logica delle quattro ruote e del consumo della benzina, purtroppo. Ti confesso che ho un rapporto odio amore con la mia città e per questo ho studiato Carcano, che ci ha lasciato scorci bellissimo. Grazie ancora e avvisami quando il tuo blog sarà visibile. Ciao, Paola

      • alberto lipparini ha detto:

        Ti prego di scusare la mia apparente scortesia, ma un imprevisto fastidioso, di cui avrei tanto volentieri fatto a meno, mi ha tenuto fuori citt per diversi giorni. E il mio Mac bello grande, anche pi di quello che avevo a “Meridiani”, cos posso scaricare mappe a grandezza seminaturale, ingrandire contemporaneamente due immagini per lavorarle, aprendo insieme documenti di scrittura, pagine internet ecc. Perci non posso portarlo con me. Ho visto il dipinto di via Senato. Bene! E il commento interessante, non si tratta di essere divulgativi ma di guardare le cose in maniera intelligente, attenta. Per devo dirti che non mi appare chiaro il passo sull’attribuzione, quello che comincia con nonostante; insomma non ho capito bene se tu affermi che il quadro suo. Il passo di Linati molto coinvolgente: all’inizio avevo creduto che il blog fosse seguito da pi persone, poi invece ho colto l’impostazione unitaria, lo stile.

        Non so se WordPress funzioni meglio, anzi direi che in genere viene scelta da chi, per sua affermazione, non ha eccessiva dimestichezza con i computer (preferivo quando si diceva elaboratori!): ma il tuo caso sta l a dimostrare il contrario. Ribadisco che non c’ adulazione, dico solo quello che vedo. Ma per quanto concerne il mio blog non mi sono espresso chiaramente: gi in atto, basato su Blogspot, strumento abbastanza agevole dell’invadente e non del tutto stimabile Google, di cui confesso onestamente di non sapere se si tratti di un’altra piattaforma rispetto a WordPress. Terrei molto a un tuo giudizio spassionato sul blog (forma e contenuto: ma telegraficamente, s’intende), tenendo presente che ancora piuttosto disordinato e che ha (o avr) una posizione su molte cose a parte quella, assai netta, sui Navigli. Una coloritura politica, che spero discreta oltre che civile, ma che c’ (gi la riapertura una proposta anche politica). E molte scelte polemiche: una per tutte, Carlo Borromeo. Ecco il link http://milanoacque.blogspot.it/

        In lavorazione ho il post Segantini-Carcano & diversi altri, che a un certo punto vengono a maturazione: io ci metto sempre un sacco di tempo a concluderne uno, cominciato fiduciosamente senza fare i conti con la mia natura mentale “retaiola”, certamente legata al segno dei Pesci (l’astrologia non dovrebbe funzionare e invece come strumento di analisi psicologica va benissimo: basta non avere un atteggiamento aprioristico davanti a qualcosa di cui nessuno sa spiegare, per ora, la base), come sar legato pure l’amore intenso per le acque, riscontrato anche presso altri “compagni di anniversario”. Talvolta torno su un post anche dopo la pubblicazione, e non solo per gli errori che scopro in ritardo, perch la milanologia e la navigliologia non vengono insegnate e uno deve scoprirsi le cose da solo, badando alle false affermazioni che pullulano anche in testi a stampa seri. Fra queste torna ossessivamente l’attribuzione del nome di Tombone a quello che si chiamava Laghetto oppure Darsena di San Marco (il vero Tombone stava, e sta, sotto i Bastioni di Porta Nuova) e le diffusissime attribuzioni a Leonardo di non so quanti aspetti dei Navigli, mentre lui, a parte la sua tendenza a studiare ogni cosa, si occup soprattutto di quel che riguardava il castello, cio la dimora del suo mecenate, vuoi sul piano militare vuoi per organizzare quelli che oggi chiameremmo eventi, come la Festa del Paradiso.

        Non essere pessimista per quanto riguarda i destini dell’automobile: il trasporto su gomma comincia lentamente a perdere la sua importanza e se la fortuna assiste i nostri sforzi anche il ricorso all’energia fossile scemer in modo consistente. E sul ripristino dei Navigli: io ci credo molto e mi ci sto impegnando, aiutato anche dal fatto che mio nipote Lorenzo fa parte del comitato che promosse i referendum. Con Milano l’ambivalenza amore-odio una reazione molto diffusa, almeno in chi ci nato (a differenza di Stendhal) per spero che il prossimo avvenire faccia pendere uno dei piatti della bilancia. Scusa la lunghezza. Alberto

        PS: nel testo si trovano due refusi appaiati (e nessun altro): testimonanze artististiche

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