Lo studente Filippo Carcano nel 1862

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Angelo Bacchetta (Crema, 1841-1920), Carcano Filippo studente. Angelo Bacchetta diseg. anno 1862 del vero, disegno a matita su carta, da A. Ribera, Filippo Carcano pittore, Torino 1816

Che aspetto ha Filippo Carcano nel suo periodo di formazione? Nel catalogo dell’Esposizione di Brera del 1862 è dato residente in via della Passarella 19.  Il nome della strada, tutt’ora esistente, è la storpiatura di passá a l’era, cioè “oltre l’aia”; è una trasversale di Corsia dei Servi. Un tempo il vicolo Passarella era tagliato fra le catapecchie e vi sorgeva lo stabilimento tipografico fondato nel 1818 da Giovan Battista Sonzogno, che oltre ai romanzi, pubblicava il quotidiano Il secolo e Lo Spirito Folletto, la rivista satirica illustrata con le incisioni di Tranquillo Cremona e Vespasiano Bignami. Possiamo immaginare il giovane studente Carcano mentre quotidianamente percorre le vie a destra del Duomo, dove il Caffé Campari è stato appena inaugurato sotto il Coperto dei Figini, passa sotto i portici piermariniani della Scala, cammina in Contrada di San Giuseppe e poi lungo la via Brera e arriva dritto all’Accademia. Un suo coscritto, Angelo Bacchetta, ha disegnato nel 1862 un icastico ritratto del pittore a figura intera, scrivendo precisamente a fianco “dal vero”. Si vede un ragazzo con i capelli lunghetti, un ascetico mantello alla Barbus e cappello sulle ventitré. Sicuramente il giovane uomo è cosciente di vivere un periodo assai importante della storia nazionale, visto che proprio quell’anno il Regno italiano impone l’uso della Lira al posto del Fiorino austriaco. Gli artisti di tutt’Italia sono in fermento: i macchiaioli in Toscana, ma anche i piemontesi che dipingono en plein air vicino al castello di Rivara sono influenzati da pittori naturalisti francesi come Troyon e dei pittori di Barbizon, dal ginevrino Calame e dall’italiano Fontanesi. A Milano sta poi nascendo un nuovo movimento, antiromantico e antiborghese, dopo l’uscita del romanzo di Cletto Arrighi La Scapigliatura e il 6 Febbraio. I compagni di Carcano, Cremona e Ranzoni, con lo scultore Giuseppe Grandi, saranno i protagonisti principali di questa significativa vicenda dell’arte italiana.

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Angelo Bacchetta anziano in un suo autoritratto, Crema, Museo di Crema e del Cremasco

Angelo Bacchetta era nato a Crema il 12 Marzo 1841. Iscritto all’Accademia di Brera di Milano, seguì i corsi di Hayez ed eseguì due tele conservata nel Santaurio della Misericordia di Castelleone. Tornò nel 1864  sua città natale per dipingere il ritratto di famiglia dell’Ingegner Donati, che fu premiato lo stesso anno con la medaglia d’oro all’Esposizione Industriale ed Artistica di Crema. Nel ’65 fu nominato professore di disegno presso la Scuola Tecnica di Crema. Nella sua lunga vita si dedicò con profitto ala ritrattistica e alla pittura sacra per le chiese della città e del contado. Si spostò a Lisbona nel 1875 su incarico del figlio del Re e per il Presidente del Consiglio. Il governo portoghese lo nominò Cavaliere dell’ordine di Cristo, per riconoscenza dei pregevoli lavori di pittura realizzati nella capitale. Bacchetta si spense a Crema il 12 Novembre 1920. Molte delle sue opere di pittura e di grafica sono conservate al Museo di Crema e del Cremasco.

 

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Monumento di Filippo Carcano ai Giardini Pubblici di Milano, 1917

Ai Giardini Pubblici di Milano viene posto nel 1917 il busto in pietra in ricordo dell’artista. Attualmente è privo di naso.  Scolpito da Egidio Boninsegna (1869-1958), esso raffigura Carcano con la tavolozza in mano e un’espressione fiera. Carcano e Boninsegna si conoscevano, come dimostra la lettera del 16 Luglio 1909 indirizzata a Domenico Trentacoste in cui si raccomanda di sollecitare al Carcano la riproduzione in acciaio di alcuni modelli per monete. Sul basamento è scritto in rosso: Filippo Carcano nella moderna pittura lombarda rinnovatre del paesaggio amici ammiratori discepoli auspice il Comune 1917

 

André Charles, Ritratto di Filippo Carcano, 1904

André Charles (1871-1950), Ritratto di Filippo Carcano, olio su tela, cm190.5x110, 1904, Milano, Civiche Raccolte d'Arte, deposito

Il ritratto di Carcano a figura intera enl suo studio fu eseguito da André Charles, un  ingegnere francesce apprendista pittore, che era stato allievo del pittore e aveva fondato a Milano, in via Nirone 8, una Accademia d’arte, attiva dal 1901 al 1907. Il quadro era appeso nella sala da pranzo della famiglia. In seguito al trasferimento della famiglia a Parigi nel 1928, tutto l’appartamento di via Nirone fu svuotato, ma il dipinto, essendo troppo ingombrante, fu donato alla Comune di Milano. Fino al 1928 era visibile nella scuola di via della Spiga e nel 1952 fu spostato nel deposito di Palazzo Dugnani in via Manin, da dove fu nuovamente spostato nel deposito al Castello Sforzesco delle Civiche Raccolte d’Arte.