Strada al bosco dei Gardanelli (Bergamasca), 1887

Strada al bosco dei Gardanelli (Bergamasca) o Paesaggio al bosco dei Gardanelli, 1887, olio su tela, cm100X140, firmato in basso a sinistra Carcano F., Collezione Privata.

Strada al bosco dei Gardanelli (Bergamasca) o Paesaggio al bosco dei Gardanelli, 1887, olio su tela, cm100x140, firmato in basso a sinistra Carcano F., Collezione Privata

Presentato per la prima volta a Venezia nel 1887 Strada al bosco dei Gardanelli, fu riproposto da Carcano negli a Bologna nel 1888 e a Milano nel 1889. Rappresenta una scena alpestre presa nei dintorni dell’Albenza e un altro esempio della paesaggismo carcaniano. Dietrich nel 1887 scriveva che “il tratto di strada del Carcano è così naturalmente selciato che si vorrebbe camminarvi sopra”. Il viottolo scosceso al centro della composizione attrae lo sguardo dello spettatore e lo guida fino alla pastorella dal fazzoletto rosso che sta pascolando gli armenti. L’acciottolato è descritto con una pennellata breve; il primo piano del dipinto è reso con una cura maggiore rispetto allo sfondo chiuso da un cielo roseo. Il quadro è composto semplicemente da tre piani unificati dalla presenza della fugura umana. Secondo il Chirtani nel 1889: “il Bosco dei Gardanelli, il capolavoro di Carcano, è un andante maestoso che raggiunge una solennità grave e geniale colla semplicità dei ritmi a larghe onde d’accordi”. L’opera, acquistata dalla Società per le Belle Arti per L. 2500, fu assegnata per sorteggio al pittore Francesco Filippini e poi passò nella collezione del Commendatore A. Civelli.

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Veduta agreste, Mergozzolo, Lago Maggiore, 1878

Veduta agreste, Mergozzolo, Lago Maggiore, 1878, olio su tela, cm85x120, Milano, Collezione Privata

Il quadro fu presentato da Carcano alla Esposizione di Belle Arti di Brera del 1878, assieme a Buon cuore infantile, In chiesa, La prima Comunione, e alla Veduta del Lago Maggiore. Il dipinto venne commentato dal Della Beffa sulla pagina del quotidiano “Il Sole”: la veduta agreste del Mergozzo non è un grande soggetto: un prato, un monte, poco cielo, un capannotto di paglia, qualche macchietta di bestiame, eppure è un quadro superbo, che io agognerei sovrattutti avere, perché sono certo che esso mi darebbe un perenne illusione: quella di respirare l’aria balsamica dei monti“. Il quadro, acquistato nel 1878 dalla Società per le Belle Arti, fu assegnata per sorteggio al Nobil Uomo Maurizio Trotti. Il monte rappresentato da Carcano con rapide pennellate e tocchi veloci è poi il Mottarone, che nell’Ottocento era conosciuto anche con il nome di Mergozzolo.