L’areoplano, 1911

L’aeroplano o Il volo, 1911, olio su tela, cm 137x193, firmato Carcano F. e datato in basso a sinistra, Collezione Privata

Carcano si fa qui cronista della rivoluzione dei trasporti. Nel 1911, ormai settantenne, espone alla Internazionale di Belle Arti di Roma L’aeroplano. Ne parla Almerico Ribera nel libro Filippo Carcano pittore: gli parve infine di dover dare il suo contributo di plauso alle conquiste mirabili dell’ingegno e si profuse a gettar nelle nubi, atomo volante, le vibrazioni invisibili di un velivolo. Il pittore potrebbe essersi ispirato per il soggetto al Circuito Aereo Internazionale che si svolse a Milano dal 23 Settembre al 3 Ottobre 1910, che prevedeva il Gran Premio per la traversata delle Alpi. La sfida sarà racocolta dal giovane aviatore peruviano Hugo Chavez che realizzerà l’impresa sacrificando la sua vita. Ma esiste, forse, un’altra spiegazione. L’ingegnere civile Giovanni Caproni era stato aiutato nelle sue sperimentazioni di volo grazie all’acquisto di un Blériot 25hp da Gherardo Baragiola, che aveva costruito per lui un hangar a Vizzola Ticino. Carcano era stato per anni legato all’onorevole Pietro Baragiola che gli aveva comprato parecchie tele e gli aveva offerto ospitalità. È allora possibile che Carcano sia stato là, a Vizzola Ticino, durante uno dei primi voli, e abbia voluto registrare l’evento con un’opera pittorica, conscio anche del suo valore di documento storico. Come scrive Bistolfi nel ’14Carcano dipingeva ancora le nuvole, ma tra le nuvole collocava … un aeroplano. Il verista e l’idealista s’incontravano ancora!